La notizia della morte di Renzo Braglia, conosciuto come ‘Basin’, l’ultimo partigiano dell’Appennino reggiano, ha suscitato un profondo lutto in tutta la regione. Braglia, originario di Castelnovo Monti, ha compiuto 98 anni lo scorso 16 giugno. La sua vita è stata un esempio di impegno civile e resistenza, che ha toccato le vite di molti, sia durante la guerra che negli anni successivi. I suoi funerali si sono svolti nel suo paese, e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha espresso le sue condoglianze, affermando che “Se ne è andato l’ultimo partigiano Basin, ma resterà sempre l’esempio del suo impegno civile”. La vita di Braglia è un racconto di coraggio, determinazione e un forte senso di giustizia sociale, elementi che continueranno a ispirare le generazioni future.
La Vita e l’Impegno di Renzo Braglia
La storia di Renzo Braglia è quella di un ragazzo che, a soli 16 anni, ha scelto di schierarsi dalla parte della libertà. Dopo l’8 settembre 1943, con la caduta del fascismo, Braglia non si unì alla Repubblica di Salò, ma si rifugiò invece tra le montagne reggiane. Qui, con il nome di battaglia di ‘Basin’, entrò a far parte delle formazioni partigiane e partecipò attivamente alla Resistenza. La sua scelta, presa in un momento cruciale della storia italiana, rifletteva non solo un atto di coraggio personale, ma anche un profondo senso di responsabilità verso la comunità e il futuro del paese. Durante la sua carriera di partigiano, Braglia si guadagnò numerose medaglie e riconoscimenti per il suo impegno, ma ciò che lo contraddistingueva era la sua capacità di mantenere viva la memoria della Resistenza attraverso le sue storie. Negli anni, ha continuato a essere un attivo sostenitore dei diritti dei più deboli e ha contribuito a iniziative sociali, come la nascita della cooperativa del Parco Tegge di Felina, dove trascorreva il tempo con la moglie e gli amici. La sua vita non è stata solo una serie di eventi storici, ma un continuo dialogo tra il passato e il presente. Tre anni fa, parlando dell’attuale conflitto in Ucraina, Braglia ha dimostrato la sua attualità e il suo spirito combattivo dicendo: “Mi ricorda la nostra lotta partigiana, se fossi giovane oggi io non sarei qui, sarei in Ucraina”. Questo commento mette in evidenza come la storia si ripeta e come i valori di libertà e giustizia siano universali e senza tempo. Braglia era anche un giovane agricoltore, primogenito di sei figli di una famiglia di mezzadri di Tegge di Felina, dove si coltivava la canapa per la produzione di tessuti. La sua infanzia e giovinezza sono state segnate da un forte legame con la terra e le tradizioni, elementi che hanno influenzato il suo impegno sociale e politico. Le storie che Braglia raccontava erano pezzi di storia inedita, ricordi di un’epoca in cui la lotta per la libertà richiedeva sacrifici enormi. Una delle sue storie più toccanti riguardava un’escursione notturna con altri amici partigiani, durante la quale furono catturati dai fascisti. La compassione di una madre partigiana, che gli portò del latte mentre era in difficoltà, è un esempio della solidarietà che caratterizzava quei tempi. La vita di Renzo Braglia, quindi, non è solo la storia di un uomo, ma rappresenta un capitolo fondamentale della storia italiana e, in particolare, di quella emiliana. La sua eredità è un invito a tutti noi a ricordare e a riflettere su ciò che significa essere cittadini attivi e partecipi nella costruzione di una società giusta e libera.
Chi Era Renzo Braglia?
Renzo Braglia, noto come ‘Basin’, è stato un simbolo della Resistenza italiana. Nato nel 1927 a Castelnovo Monti, ha vissuto una vita segnata dalla guerra, dalla lotta per la libertà e dall’impegno sociale. La sua scelta di unirsi alla resistenza partigiana, invece di aderire al regime fascista, lo ha reso un protagonista della storia locale e nazionale. Braglia ha dedicato la sua vita a combattere per i diritti e per la giustizia, diventando un faro per le generazioni successive. Braglia era conosciuto non solo per il suo passato di partigiano, ma anche per il suo impegno nella comunità, per la sua passione per l’agricoltura e per le tradizioni locali. Ha rappresentato un legame tra il passato e il presente, testimoniando l’importanza della memoria storica e del compromesso sociale. La sua figura è emblematica per capire le radici della nostra cultura e della nostra identità.
Il Luogo della Memoria: Castelnovo Monti
Castelnovo Monti, il paese natale di Renzo Braglia, è più di un semplice sfondo per la sua storia. Questo Comune, situato nel cuore dell’Appennino reggiano, è un luogo ricco di storia e cultura. La sua posizione strategica ha fatto sì che fosse un punto di riferimento durante la Resistenza. Le montagne circostanti, con i loro sentieri e rifugi, hanno rappresentato un terreno fertile per i partigiani, che qui hanno condotto le loro operazioni. Oggi, Castelnovo Monti è un luogo dove la memoria di figure come Braglia è viva e presente. Le commemorazioni annuali e le iniziative locali mirano a mantenere vivo il ricordo della Resistenza e a celebrare il contributo di uomini e donne che hanno lottato per la libertà. Il paese è anche un punto di partenza per escursioni nella natura incontaminata dell’Appennino, un’area che offre panorami mozzafiato e opportunità di riflessione sulla storia e sul presente. La comunità di Castelnovo Monti è attivamente impegnata nel preservare la memoria di Renzo Braglia, attraverso eventi e manifestazioni che celebrano la sua vita e il suo impegno. La presenza di musei e centri culturali dedicati alla Resistenza testimonia l’importanza di ricordare e celebrare il passato, affinché le generazioni future possano imparare dai valori di libertà e giustizia che Braglia ha rappresentato.
Come Raggiungere Castelnovo Monti
Raggiungere Castelnovo Monti è facile, sia che si provenga da Bologna che da altre città della regione. Il paese è ben collegato tramite la rete stradale, e per coloro che desiderano utilizzare i mezzi pubblici, ci sono numerosi autobus che collegano Castelnovo Monti con le principali città circostanti. Se si viaggia in auto, da Bologna ci si può dirigere verso sud percorrendo l’autostrada A1 fino all’uscita di Reggio Emilia, da lì si segue la SP63 fino a Castelnovo Monti. Il viaggio offre uno splendido panorama delle colline emiliane e una volta arrivati si viene accolti dalla bellezza naturale del luogo. Per coloro che preferiscono il trasporto pubblico, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Reggio Emilia, da dove è possibile prendere un autobus diretto a Castelnovo Monti. È consigliabile controllare gli orari degli autobus in anticipo, specialmente nei fine settimana e nei giorni festivi, per assicurarsi di avere un viaggio senza intoppi.
La Storia di Castelnovo Monti
La storia di Castelnovo Monti è intrinsecamente legata a quella della Resistenza italiana. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il comune divenne un importante centro di attività partigiana. Le montagne circostanti offrivano rifugio e strategia per i partigiani, che si opponevano al regime fascista. Questa storia di lotta e resistenza ha segnato in modo indelebile l’identità della comunità. Oggi, Castelnovo Monti è un luogo dove il passato viene celebrato e ricordato, con molte iniziative culturali e commemorative che si svolgono durante tutto l’anno. La comunità è attivamente coinvolta nel preservare la memoria storica e nel trasmettere i valori di libertà e giustizia alle generazioni future. In conclusione, la vita di Renzo Braglia e la storia di Castelnovo Monti rappresentano un capitolo fondamentale della storia italiana. La loro eredità è un invito a riflettere su cosa significa essere parte di una comunità e su come il passato possa informarci nel costruire un futuro migliore. La memoria di ‘Basin’ continuerà a vivere nei cuori di chi crede nella libertà e nella giustizia.



