via d'azeglio visitare bologna

 

 Audioguida

 Informazioni

Visite: via D’Azeglio è liberamente accessibile senza limitazioni di orario. La casa di Lucio Dalla viene aperta solo in alcuni periodi dell’anno.
 Posizione:  clicca qui per raggiungere v. D’Azeglio ,

 Descrizione

Quando, ormai anni fa, divenne isola pedonale insieme alla zona di Piazza Maggiore e piazza del Nettuno, si levarono alte le proteste di chi annunciava la sicura morte della strada. Invece, via  D’Azeglio è presto diventata il “salotto buono” della città. Un luogo pieno di eleganti negozi e caffè, perfetto per lo struscio e per sostare in conversazione malgrado sia una delle poche strade del centro quasi del tutto priva di portici.

Il “salotto” che è quasi un prolungamento ideale della piazza, si chiude però all’incrocio con via Farini. Il tratto successivo di via D’Azeglio, fino a porta San Mamolo, ha un aspetto abbastanza diverso, se non altro perchè aperto al traffico. Tuttavia è in questa parte della strada che si trovano gli edifici più belli, come lo splendido palazzo rinascimentale che fu dei Sanuti dal particolare bugnato della facciata, in cui nel 1547 si svolsero tre sessioni del Concilio di Trento.

Lucio Dalla: musicista e cantautore

L’indimenticabile musicista e cantautore bolognese scomparso nel 2012, sembra non essersene mai andato da Bologna, dove nacque nel 1943. Lucio, che abitava in una grande casa affacciata su via D’Azeglio e piazza dei Celestini, lo si incrociava in tutti i luoghi di Bologna, in particolare tra Piazza Maggiore e via dei Coltelli dove aveva aperto una galleria d’arte. Ma anche allo stadio Dall’Ara per tifare il Bologna e al Palasport o all’Unipol Arena quando giocava la Virtus.

Ogni sera, dopo che l’orologio di palazzo D’Accursio ha battuto sei rintocchi, tra le case e le vie comprese in quel fazzoletto di città dove Dalla viveva e scambiava parola con tutti, vengono diffuse le note di una sua canzone. I versi di una delle più belle, Cara, sono incise sulla sua tomba, realizzata accanto a quella di Carducci all’entrata vicina allo stadio del cimitero monumentale della Certosa: “Adesso spengo la luce e così sia“.

Curiosità via D’Azeglio

Corte dei Galluzzi visitare Bologna

 

Tra via D’Azeglio e piazza Galvani, congiunta da due stradine, c’è una corte in cui il tempo sembra essersi fermato nel Medioevo, se non fosse per gli scintillanti negozi nelle strade adiacenti. All’interno della corte, che prende il nome della famiglia Galluzzi, si erge massiccia per trentadue metri l’omonima torre fatta costruire nel 1257. I Galluzzi erano fieri sostenitori di parte guelfa e acerrimi nemici della famiglia dei Carbonesi, quasi loro vicini di casa, apertamente schierati invece con i ghibellini.

A complicare le cose fu la passione scoppiata incontenibile nel 1259 tra Malatesta dei Carbonesi e Virginia Galluzzi. Un matrimonio che non s’aveva da fare. Ma i due non si persero d’animo e, con l’aiuto di una fidata domestica, organizzarono la fuga nottetempo della giovane dalla torre paterna. La presenza di Virginia in casa dei nemici Carbonesi armò le mani di tutta la famiglia Galluzzi, pronta a lavare l’onta con il sangue. I due amanti vennero trovati in camera da letto e il povero Malatesta fu soffocato con un lenzuolo mentre la giovane, risparmiata dai parenti, decise di porre fine alla propria vita impiccandosi con lo stesso lenzuolo alle grate di un balcone.

Secondo la leggenda, vennero seppelliti insieme nella chiesa di San Giacomo dei Carbonesi, che si trovava all’angolo tra via D’Azeglio e via de’ Carbonesi. Abbattuta nel 1822, rimane soltanto una lapide in quel punto a ricordarla.

Via D'Azeglio Posizione: come raggiungere Corte Galluzzi

 

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[articolo tratto dal libro di Serena Bersani “Il giro di Bologna in 501 luoghi”, Newton Compton Editori].