Il 28 febbraio, si celebra in tutto il mondo la Giornata delle malattie rare, un evento che quest’anno assume un significato particolare. La campagna ‘#UNIAMOleforze’, avviata il 30 gennaio dal ministero della Salute, ha portato alla luce le necessità e i bisogni di oltre 2 milioni di persone con malattie rare in Italia. Con oltre 60 eventi in tutto il paese, il convegno finale si tiene oggi a Roma, all’Istituto Luigi Sturzo, dove l’attenzione si focalizza sulla necessità di sostenere la ricerca, un tema cruciale per il futuro di chi convive con queste patologie. A Bologna, il culmine di questa campagna culminerà il 1 marzo con una festa di comunità in piazza Lucio Dalla, un’occasione per riflettere e sensibilizzare la cittadinanza sul lungo e difficile “viaggio” che affrontano i pazienti e le loro famiglie.

Il Ruolo Cruciale della Ricerca nelle Malattie Rare
La Giornata delle Malattie Rare ci ricorda che, attualmente, solo per circa 450 delle 8.000 malattie rare conosciute esiste una cura. Questo dato allarmante evidenzia l’importanza di un impegno costante nella ricerca. Annalisa Scopinaro, presidente di Uniamo, ha sottolineato che il tema di quest’anno è proprio la ricerca, necessaria non solo per la produzione di farmaci, ma anche per migliorare la vita dei pazienti attraverso approcci innovativi e multidisciplinari. La ricerca nelle malattie rare deve considerare diverse dimensioni: dalla storia naturale delle malattie all’efficacia delle riabilitazioni, dall’uso di robotica per lo sviluppo di ausili alla Digital health. Ogni aspetto è fondamentale per garantire che i pazienti ricevano le migliori cure e supporto possibile. La Federazione italiana malattie rare sta lavorando instancabilmente per sensibilizzare le istituzioni e la cittadinanza, promuovendo un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti, dalle università alle associazioni di pazienti. Un’importante iniziativa è la campagna #UNIAMOleforze, che ha visto la partecipazione di vari interlocutori, tra cui aziende sanitarie, scuole e singoli individui. Questo mese di eventi è stato dedicato a raccogliere e condividere le istanze della comunità delle persone con malattie rare. Marco Sessa, presidente dell’Associazione per l’informazione e lo studio dell’acondroplasia e vicepresidente di Uniamo, ha dichiarato che la ricerca deve essere vista a 360 gradi, considerando non solo quella terapeutica ma anche le modalità per rendere il sistema sanitario più efficiente. È fondamentale valorizzare le collaborazioni tra il mondo profit e non profit, come ha evidenziato Barbara D’Alessio, presidente della Fondazione Lega italiana ricerca Huntington. La ricerca terapeutica gioca un ruolo chiave, poiché offre la speranza di rendere trattabili, se non completamente guaribili, molte delle condizioni disabilitanti associate a queste patologie. Tuttavia, non bisogna dimenticare che solo il 5% delle malattie rare ha una cura e il 3% dei pazienti ha accesso a trattamenti specifici. Fabrizio Farnetani, vicepresidente di Mitocon, ha sottolineato che le previsioni della legge 175/2021 e del Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026 sono ancora lontane dall’essere attuate. È quindi essenziale accelerare il corso della ricerca, supportando ogni iniziativa che possa portare a risultati tangibili e miglioramenti nella qualità della vita delle persone affette da malattie rare.
Un’opportunità di confronto e discussione
Il convegno di Roma ha rappresentato un’importante occasione di confronto. Moderato da Michela La Pietra, dirigente responsabile di Rai Pubblica utilità, ha visto la partecipazione di figure chiave come Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al ministero della Salute, e Alessandra Gallone, consigliere del ministro dell’Università e della Ricerca. Tali eventi non solo servono a mettere in luce le problematiche legate alle malattie rare, ma anche a presentare le richieste della comunità a governo e istituzioni. Le sessioni di lavoro hanno affrontato temi cruciali come il Piano Nazionale Malattie Rare e le direttive del CoNaMr, con un focus sulle progettualità regionali e sull’importanza della ricerca e delle sperimentazioni cliniche. La campagna ha trovato anche il patrocinio di enti importanti, come il Senato della Repubblica e il Ministero della Salute, a dimostrazione dell’importanza del tema e della necessità di un impegno collettivo.
Chi è Uniamo e la sua missione
Uniamo è la Federazione italiana malattie rare, un’organizzazione che rappresenta in Italia le persone affette da malattie rare e le loro famiglie. Fondata con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la sensibilizzazione sulle malattie rare, Uniamo si impegna a garantire diritti e tutele per i pazienti, sostenendo la ricerca e la formazione professionale nel settore. Grazie alla sua rete di associazioni e collaborazioni, Uniamo si propone di dare voce a chi vive ogni giorno la sfida di una malattia rara. La missione di Uniamo è chiara: migliorare la qualità della vita delle persone con malattie rare, promuovendo l’accesso a diagnosi precoci e trattamenti adeguati. La federazione lavora instancabilmente per costruire un dialogo continuo con le istituzioni, sensibilizzando l’opinione pubblica e raccogliendo fondi per la ricerca. Con oltre 2 milioni di persone colpite da malattie rare in Italia, il lavoro di Uniamo è fondamentale per garantire che i diritti dei pazienti siano rispettati e che le loro esigenze vengano ascoltate.
La Festa di Comunità a Bologna
Il 1 marzo, la campagna #UNIAMOleforze si concluderà a Bologna con una festa di comunità in piazza Lucio Dalla. Questo evento rappresenta un’importante opportunità per sensibilizzare la cittadinanza e per raccogliere fondi per la ricerca. La piazza, un luogo simbolo della città, sarà il palcoscenico ideale per una giornata di incontri, attività e momenti di riflessione. Bologna, conosciuta per la sua storica università e la sua vivace comunità, è il luogo perfetto per concludere questa campagna. La città ha sempre avuto un forte impegno sociale e culturale, ed è un punto di riferimento per la salute e il benessere. La festa in piazza Lucio Dalla non sarà solo un evento di chiusura, ma un’opportunità per costruire una rete di supporto e solidarietà tra i cittadini, le associazioni e le istituzioni.
Come raggiungere piazza Lucio Dalla a Bologna
Raggiungere piazza Lucio Dalla è semplice grazie alla rete di trasporti pubblici e alla sua posizione centrale. La piazza si trova a pochi passi dal centro storico, facilmente accessibile sia a piedi che con i mezzi pubblici. Diverse linee di autobus fermano nelle vicinanze, rendendo l’evento accessibile a tutti. Se si arriva in treno, la stazione di Bologna Centrale è ben collegata e si può raggiungere la piazza con una breve passeggiata. Per chi preferisce utilizzare l’auto, ci sono diversi parcheggi nelle vicinanze, anche se è consigliabile utilizzare i mezzi pubblici per evitare il traffico e i problemi di parcheggio.
La Storia di Bologna e il suo Impegno per la Salute
Bologna, famosa per la sua storica università e la sua tradizione di accoglienza, ha sempre avuto un forte legame con il settore della salute e della ricerca. La città è stata un punto di riferimento per la medicina e la salute pubblica fin dai tempi medievali, quando l’Università di Bologna ha iniziato a formare medici e studiosi. Oggi, Bologna è sede di numerosi istituti di ricerca e ospedali di eccellenza, che lavorano incessantemente per migliorare la vita dei pazienti e per sviluppare nuove terapie. La città si distingue anche per il suo impegno nella sensibilizzazione e nella promozione della salute, con eventi e campagne che mirano a coinvolgere la comunità e a migliorare la consapevolezza sulle malattie. La celebrazione della Giornata delle Malattie Rare a Bologna rappresenta quindi un momento cruciale per riflettere su quanto è stato fatto e su quanto ancora c’è da fare. L’impegno della città e della sua comunità è fondamentale per garantire che le persone con malattie rare ricevano il supporto e le cure di cui hanno bisogno. Con la festa del 1 marzo, Bologna si unisce a una causa importante e dimostra la sua volontà di essere un faro di speranza e solidarietà per tutti coloro che affrontano la sfida delle malattie rare.



