,curiosità di via d'azeglio a Bologna

Qual’è l’unica grande strada del centro di Bologna senza portici?

Per secoli la sua denominazione è stata quella di strada San Mamolo, che derivava dalla chiesa di San Mamolo, anticamente esistente nell’area fra via Tovaglie e via Solferino.

Parliamo di via D’Azeglio.

E’ infatti l’unica grande strada del centro storico nella quale i palazzi furono esentati dall’obbligo di costruire il portico.

Ed infatti ne è pressochè priva.

Ma proviamo a scoprire le origini e le curiosità legate a quella che è considerata la via dello struscio di Bologna.

 

LE ORIGINI DI VIA D’AZEGLIO

 

Via d’Azeglio è stata al centro di una grande animazione per la vicinanza con Piazza Maggiore, da sempre cuore mondano e politico della città.

Il consiglio comunale del 24 gennaio 1866 propose di intitolare la vecchia via San Mamolo a Massimo Taparelli, marchese d’Azeglio, letterato, pittore e statista di primissimimo piano, nonchè commissario regio per le Romagne e genero di Alessandro Manzoni.

Strada di passeggio, con raffinati negozi è stata in passato al centro di molte vicende.

Una di queste è anche una storia d’amore, con risvolti ahimè tragici!

 

TRA AMORE E RIVOLTA STUDENTESCA

 

E’ l’anno 1321.

Jacopo da Valenza, studente dell’Ateneo, s’innamora della bella Giovanna Zagnoni. Quest’ultima è figlia di uno dei più ragguardevoli cittadini bolognesi, legato da parentela al famoso canonista Giovanni d’Andrea.

Siccome non gliela danno con le buone, Jacopo la rapisce.

E’ uno scandalo enorme.

Il Podestà Giustinello da Teselgardi condanna il giovane rapitore a morte.

La rivolta degli studenti è generale. Molti abbandonano Bologna per Imola e Siena. Papa Giovanni XXII è molto preoccupato della diaspora. Attraverso l’ambasciatore Giacomo Bottrigari prende contatto con i capi della rivolta. Si arriva, dopo diverso tempo, ad un compromesso ma a patto che il Podestà si umili, ammettendo di aver esagerato.

La pace è sottoscritta e si costruisce una chiesetta, denominata Santa Maria della Pace e anche Santa Maria degli Scolari.

Il tempietto è rimasto fino al 1813, per essere quindi abbattuto.

A ricordare questa vicenda, rimane al numero civico 57 un bassorilievolo che rappresenta la Vergine al fianco del rettore dell’Università.

 

IL CONCILIO DI TRENTO

 

Altra curiosità di via d’Azeglio è collegata al Concilio di Trento.

La riunione di tutti i vescovi del mondo durò 18 anni, dal 1545 al 1563. In questo lasso di tempo vennero definiti i cardini della riforma della Chiesa Cattolica e la reazione alle dottrine del calvinismo e del luteranesimo.

Cosa c’entra con Bologna vi starete chiedendo.

Ebbene, in via d’Azeglio si tennero ben tre sessioni del Concilio. Precisamente al pian terreno di palazzo Sanuti Bevilacqua.

i lavori erano stati trasferiti da Paolo III a Bologna, perchè a Trento infieriva la peste.

Cosa altro nasconde via d’Azeglio?

Continua a leggere per scoprirlo 🙂

 

MORIRE A BOLOGNA DI TROPPO STUDIO

 

La targa che si trova all’esterno della chiesa di San Procolo propone una non mai ben risolta sciarada: Si procul a Proculo Proculi campana fuisset – procul a Proculo Proculus.

Si può tradurre con: se la campana di San Procolo fosse stata lontana da Procolo, oggi Procolo sarebbe lontano da San Procolo.

Pare infatti che uno studente, di nome Procolo, fosse ogni mattina svegliato dalla campana di San Procolo. E che ogni mattina si mettesse di buona lena a fare il proprio mestriere…ossia studiare.

E proprio per l’eccesso di studio sarebbe morto. Venne seppellito all’interno della chiesa stessa.

Oggi, nel convento annesso alla chiesa, c’è l’istituto maternità e infanzia. Di fronte, in posizione sopraelevata, si ammira l’imponente ex ospedale di San Procolo e degli Innocenti, con un vasto porticato ricco di capitelli cinquecenteschi d squisita fattura.

 

Bene..siamo arrivati al termine del post sulle curiosità di via d’Azeglio..spero ti siano piaciute 🙂

 

 

(cit: Filippo Raffaelli, I segreti di Bologna, Il Resto del Carlino).

 

Via d’Azeglio a Bologna: tra storia, cusiosità e leggenda

6 pensieri su “Via d’Azeglio a Bologna: tra storia, cusiosità e leggenda

  • Marzo 6, 2018 alle 5:28 pm
    Permalink

    non finira’ mai di stupirmi la mia AMATA BOLOGNA

    Rispondi
    • Marzo 7, 2018 alle 7:36 pm
      Permalink

      si, difficile possa finire di stupire.

      Grazie mille Nicola.

      Spero saranno di tuo gradimento anche i prossimi post 🙂

      Rispondi
  • Marzo 8, 2018 alle 8:40 pm
    Permalink

    È bello sapere che ci sono persone che ci fanno conoscere cose interesanti della nostra bella Bologna

    Rispondi
    • Marzo 8, 2018 alle 10:10 pm
      Permalink

      Ciao Patrizia, mi fa molto piacere leggere questo commento. Grazie mille davvero!

      Spero ti piaceranno anche le prossime curiosità!

      A presto 🙂

      Rispondi
  • Maggio 25, 2019 alle 7:23 pm
    Permalink

    Bologna è una citta meravigliosamente stupenda, unitamente ai suoi cittadini ed alle persone che la popolano. Bologna non finisce mai di stupire, ad ogni passo c’è un qualcosa da scoprire o una leggenda da ascoltare. Bologna ha il cuore grande, a Bologna nessuno è straniero; i bolognesi gente schietta ed allegra. A Bologna non ci si annoia mai, basta girare per le strade del centro o sostare sul panettone avanti San Petronio e vedere il mondo che ti gira intorno. Bologna è arte, cultura, è il posto dove si mangia e beve bene. Bologna è gioia di vivere.

    Rispondi
    • Maggio 26, 2019 alle 8:27 pm
      Permalink

      Grazie, è davvero un bel pensiero. Ed è proprio quello che trasmette Bologna….è come se ti abbracciasse per non lasciarti pi
      andare via…e poi sicuramente tanta gioia di vivere! 🙂

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error

Ti piace il sito? seguimi, per me è importante! :)