Nei giorni passati abbiamo presentato le informazioni di benvenuto di Bologna.

Particolare attenzione è stata posta ai migliori modi per arrivare e muoversi in città.

Ma appena si arriva a Bologna, è altrettanto importante avere una breve guida storica con riferimento anche all’architettura ed all’urbanistica cittadina.

La storia urbana di Bologna non può che partire dalla propria posizione geografica.

Il privilegio della lontananza dalla montagne e dalle paludi della bassa pianura, oltre alla presenza dei due corsi d’acqua, il Reno ed il Savena, hanno consentito il precoce insediarsi di gruppi umani fin dalla preistoria.

LA PREISTORIA E L’EPOCA ROMANA

Le prime tracce insediative si riscontrano nell’età del bronzo, con un ulteriore sviluppo in pianura tra il X ed il IX secolo, fra l’Aposa ed il Ravone. Il vasto abitato villanoviano, sfrutta pienamente la sua ubicazione per istituire relazioni commerciali con l’Etruria ed il Tirreno e verso il Po e la pianura padana.

Con il predominio degli etruschi, la città di Felsina, acquisisce lo status di vera e propria capitale padana. Stringe traffici commerciali e rapporti artistici e culturali con le più importanti città etrusche: Roma, Chiusi e Volterra.

L’occupazione celtica della stirpe dei Galli Boi spezza lo sviluppo dell’abitato, ribattezzato Bona. Lo stesso riprende ancora più forte di prima con l’avvento dei Romani che nel 189 a.c. fondano la loro colonia, Bononia.

Questo centro, che raggiunse dopo breve tempo i trentamila abitanti, fu collegato con le altre località dell’Italia padana dalla via Aemilia, iniziata nel 187 a.C.

Ai due estremi della città, ad est e ad ovest, si dipartivano due raggiere di strade che conducevano ai maggiori centri del territorio ed a mete transpadane e transappeniniche. Questi collegamenti confermarono il valore di Bologna quale crocevia itinerario.

IL MEDIOEVO

La parte orientale della città fu delimitata, fra tarda antichità e alto medioevo, entro una robusta cinta muraria in grossi blocchi di gesso cristallino, detta di selenite. La porzione occidentale venne  invece abbandonata e cadde in rovina.

L’espansione demografica ed economica di Bologna fra X e Xi secolo in un primo tempo portò all’apertura di due nuove porte nelle mura e poi, nella seconda metà del XII secolo, all’edificazione di un nuovo circuito difensivo. Questo era costituito in una prima fase da un palancato e un terrapieno, che incluse anche i vari borghi nel frattempo sviluppatisi all’esterno della prima cerchia.

Non fu estraneo a questo considerevole sviluppo l’esistenza dello Studio . La scuola di diritto sorta a Bologna verso la fine dell’XI secolo (nel 1088 secondo la data stabilita convenzionalmente) ben presto divenne la più celebre e stimata in Europa.

 

LE COSTRUZIONI MEDIEVALI

Le lotte di fazione che separarono anche i bolognesi in filo-imperiali e filo-papali favorirono la costruzione nel cuore della città delle torri gentilizie, che conferirono a Bologna il caratteristico volto di città turrita. Le torri, calcolabili in una ottantina verso la metà del Duecento, oggi sono rimaste in numero ridotto (venti circa).

Un altro aspetto peculiare dell’urbanistica medievale bolognese sono i portici. Questi sono spazi privati di diritto pubblico, che furono resi obbligatori per le nuove costruzioni dell’epoca e di cui oggi restano quasi 38 chilometri nel centro storico.

Un’altra rilevante infrastruttura che contraddistinguerà per secoli il volto del territorio urbano, favorendo considerevolmente la sua economia, fu l’escavazione dei canali di Reno e di Savena. Questi vennero diretti all’interno delle mura. Il primo dei due canali serviva per far funzionare i mulini da grano e altre ruote idrauliche. Il secondo per fornire acqua per opifici artigianali di vario genere.

Inoltre, un ramo del canale di Reno, il Cavaticcio, venne diretto fuori dall’abitato verso nord, creando un canale navigabile detto Canale Navile.  Questo consentiva il collegamento di Bologna con il Po di Primaro, con Ferrara ed il mare Adriatico.

Il sistema dei canali assunse altresì una basilare importanza per l’igiene urbana, alimentando le fogne e le condutture urbane.

L’ETA’ MODERNA

Fra i secoli XIV e XVIII non si ebbe una nuova dilatazione della città. Si assistette alla progressiva occupazione delle zone ancora libere da fabbricati, che erano coltivati ad orti, frutteti e vigneti. Vennero, inoltre, riformati alcuni spazi edificati, con la sostituzione di edifici, la creazione di piazze, il tracciamento di nuove strade e la chiusura di alcuni vicoli.

Provvedimenti minimi che servirono, comunque, a cambiare l’aspetto di legno e mattone della città medievale trasformandola in una città rinascimentale e barocca.

In ambito urbanistico, si deve rammentare che alla fine del Quattrocento si spostò in città, tra le porte Galliera e Lame, il porto cittadino, che in epoca medievale era alquanto distante dall’abitato. Tale manovra diede nuovo impulso alla navigazione fluviale, legata al sistema idroviario padano.

Il Comune iniziò l’edificazione e l’ampliamento del Palazzo Comunale, il palazzo-fortezza sede del governo cittadino. Allo stesso tempo tutte le famiglie cittadine, primi fra tutti i Pepoli e i Bentivoglio, innalzavano le loro prestigiose dimore. Queste famiglie esercitarono il potere signorile in città per centinaia di anni. In particolare, con i Bentivoglio, la città si aprì all’arte ed alla cultura rinascimentale: dall’architettura in legno a si passò a quella in muratura. Sempre più frequente fu l’uso di archi e volte.

Nei secoli seguenti tutte le famiglie senatorie palesarono con magnifici palazzi il potere politico che gestirono assieme al Legato pontificio.

 

LE COSTRUZIONI DEL CINQUECENTO

Nella seconda metà del ‘500 si ebbero importanti realizzazioni architettoniche e urbanistiche. Furono costruiti numerosi palazzi pubblici e magnifiche residenze private Si assistette inoltre all’apertura di nuove piazze scenografiche.

Un intervento di rilievo fu la creazione di una sede unica per lo Studio bolognese, il palazzo dell’Archiginnasio . Altro intervento fu l’apertura della Piazza del Nettuno con la collocazione dell’omonima fontana.

 

LE COSTRUZIONI DEL SEICENTO

Nel ‘600 fu riformata la grandiosa Cattedrale di San Pietro.

Fu inoltre tracciato e costruito a spese dei cittadini il famoso portico che collegò porta Saragozza con il Santuario della Beata Vergine di San Luca . Questo si trova nella sommità del Colle della Guardia.

L’occupazione francese generò poche trasformazioni di carattere urbanistico e architettonico. Tra queste l’apertura del giardino pubblico della Montagnola e  la costruzione del cimitero suburbano della Certosa.

La Restaurazione è testimoniata solo dalla costruzione dello Sferisterio per il gioco del pallone e dalla costruzione del portico che porta dal Meloncello alla Certosa.

L’OTTOCENTO E IL NOVECENTO

Dopo l’unità d’Italia, Bologna vide notevoli trasformazioni, suggello del rinnovato corso politico e del mutamento del tessuto socioeconomico del capoluogo.

Tra le maggiori realizzazioni cittadine si ricordano la costruzione della stazione ferroviaria e della nuova strada diretta di collegamento (via Indipendenza) al centro cittadino. Vi fu l’ampliamento di altre diverse strade centrali (Farini, Saragozza, Garibaldi). Infine la creazione di piazze e giardini pubblici (le piazze Minghetti e Cavour, i Giardini Margherita).

Le grandi variazioni della forma urbanistica si ebbero tuttavia solo alla fine dell’Ottocento. Il Piano Regolatore della città, e di ampliamento esterno, portò alla scellerata demolizione della terza cerchia muraria.  Alcune porte della città caddero sotto il piccone demolitore, così come numerose torri. Furono inoltre aperte nuove strade (via Ugo Bssi e Rizzoli) e create alcune zone di edificazione popolare come la Bolognina e la Cirenaica.

Durante il secondo conflitto mondiale, i pesantissimi bombardamenti danneggiarono sensibilmente il patrimonio edilizio ed artistico della città.

Gli anni del dopoguerra furono caratterizzati dalla ricostruzione e dallo sviluppo urbano. Si affermarono e si concretizzarono, con i nuovi Piani Regolatori, modelli di allargamento della città a macchia d’olio e di ammodernamento delle zone più malsane.

In particolare, il Piano Regolatore del 1969, impose la conservazione dei quartieri storici di edilizia popolare e il loro restauro conservativo. In periferia venivano creati nuovi estesi quartieri di edilizia popolare (Barca, Pilastro, Fossolo, Corticella, Beverara e Casteldebole).

Nel medesimo anno iniziarono i lavori per la realizzazione del quartiere fieristico, affidato all’architetto giapponese Kenzo Tange.

 

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(cit: Tiziano Costa – Marco Poli, Conoscere Bologna, Costa Editore)

La breve storia di Bologna

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