Imelda Albertazzi sventurato amore bolognese

 

Terribile è il destino degli amanti costretti a vivere in una città spaccata in opposte fazioni.

L’intrecciarsi di amori tra uomini e donne dell’una e dell’altra parte è tanto inevitabile quanto inopportuno.

E l’esito è quasi sempre nefasto.

Proprio come la sorte di una coppia contrastata nella Bologna duecentesca. Quella composta da Imelda Lambertazzi e Bonifacio Geremei, l’una di famiglia ghibellina e l’altro di appartenenza guelfa.

Il giovane Bonifacio, sorpreso in camera dell’amata dai fratelli di lei, viene ucciso con una coltellata al cuore. Rendendosi conto di ciò che avrebbe scatenato la scoperta del delitto, gli assassini decidono di occultare il cadavere del povero ragazzo seppellendolo in un luogo sotterraneo della loro dimora. A Imelda, che aveva assistito al rapimento ma non al delitto, i fratelli impongono di tacere sull’accaduto, pena la sua stessa vita. La giovane, però, appena i fratelli partono, comincia a cercare in tutta la casa tracce dell’amato Bonifacio.

IL TRAGICO EPILOGO DI UN AMORE BOLOGNESE

La ricerca da parte di Imelde fu molto consistente. Alla fine però, seguendo un rivoletto di sangue, lei stessa giunge nel luogo in cui la terra smossa fa intuire che è lì la sepoltura. Scavando con le mani Imelda scopre il cadavere dell’amato e si dispera: piange, si strappa i capelli e maledice i fratelli che l’hanno privata del suo grande amore.

Quindi, secondo il racconto leggendario, prende da un sacchetto un potente veleno e lo sparge sulla ferita nel petto del giovane, mescolandolo al sangue di lui, che poi si mette a succhiare.

Così muore Imelda, abbandonata sul corpo dell’amato.

Questo tragico episodio, sarebbe stato all’origine di feroci scontri tra le due famiglie, finchè i Lambertazzi furono costretti all’esilio tra la Romagna e la Toscana con miglia di altri cittadini appartenenti alla loro parte.

Una vicenda storica dai confronti drammatici e romantici quella di Imelda Lambertazzi, a cui si ispirarono scrittori, musicisti, poeti e drammaturghi, tra cui Giosuè Carducci nelle Odi barbare e Gaetano Donizetti nell’omonimo melodramma.

 

(Serena Bersani, 101 donne che hanno fatto grande Bologna, Newton Compton)

 

 

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Imelda Albertazzi: uno sventurato amore bolognese

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